giovedì 3 dicembre 2009

CASTELLO DEL ROMITORIO: REGNO DEL MAESTRO SANDRO CHIA




Chi non conosce Sandro Chia... un dei maestri fiorentini più rappresentativi dell'arte contemporanea. Artisticamente nasce alla fine degli anni Settanta. Durante gli anni Ottanta è stato uno dei protagonisti del movimento della Transavanguardia creato dal critico Achille Bonito Oliva. Oggi attraverso una ricerca della monumentalità classica, interpreta le sue opere pittoriche (espresse anche sull'etichette dei suoi vini) con colori molto accesi e vibranti. Anche in sua assenza, si respira la sua espressione artistica e il suo pathos. La cantina e gli angoli del paesaggio intorno al castello sono costellati da sue fusioni.
I suoi collaboratori vivono in questo luogo di grande rispetto, che da un lato vede Montalcino (luogo dell'eccellenza vitivinicola)e la qualità espressa dalle vigne del Romitorio, dall'altro la raccolta prsonale delle opere di Chia installate fra cantina e giardini.

lunch all'Harry's Bar




A lunch dall'Harry's Bar, mi sono un pò contenuto, dopo una provvidenziale visita dal medico, sono stato leggero. Provando i piatti leggeri: buonissima la vellutata di bietoline e cappesante e salutare il filetto di branzino al vapore con verdurine lesse croccanti.Un pò d'invidia mista a sofferenza nel vedere gli altri mangiare un succulento filetto di manzo in crosta di pepe. Un nuova mano in cucina dell'Harry's, Stefano Lepore.

lunedì 30 novembre 2009

IL GIULEBBE DEL NUOVO MONDO


Il termine Giulebbe deriva dal persiano gol (rosa)e ab(acqua). Il GIULEBBE o acqua di rose e' quindi una bevanda fatta con acqua ,succo di erbe , frutti,zucchero o miele che deve il nome al suo tipico colore rosato derivatogli,appunto, dell'estratto di rosa. Viene anche citato nella commedia "Il Malato Immaginario" di Molière: "...giulebbe epato-protettivo, sedativo e ansiolico, per prevenire l'insonnia del Signore..." (Atto 1, Scena Prima). Ma per Paolo Sacchetti è una sua invenzione pasticcera, il Giulebbe del Nuovo Mondo è un dolce a pasta lievitata leggero farcito di noci e marroni glassati. Una vera leccornia per la gola. Un equilibrio fra la dolcezza e la leggerezza, tutto molto calibrato. Proprio in questa caratteristica il Giulebbe, non stanca il palato anzi, ti invita ad un nuovo assaggio.

domenica 29 novembre 2009

UN GRAZIE ALL'AMICO ALESSANDRO


Amicizia fraterna ormai da anni, ci siamo incontrati proprio per realizzare "Vacchetta", io come consulente lui come imprenditore. Poche parole ma subito grande intesa e passione per questo mondo del vino e della gastronomia. Con Alessandro, non c'è stato mai un rapporto di lavoro, ma stima e amicizia, che ci ha portato a creare il fenomeno di questo locale a Santa Croce sull'Arno. Oggi Alessandro non ha più bisogno come ai primi passi dell'enoteca del mio apporto professionale, ma nonostante ciò non manco mai ad essere presente nel guidare le cene degustazione che vedeno sempre il tutto esaurito. ora due parole su Vacchetta, a cui è intitolata l'enoteca pasticceria: Giovanni Duranti (m.1939) "scarnatore" santacrocese, che nei momenti di ricreazione dette notevole impulso alla produzione del vino rosso toscano. Bevendolo!

DA VACCHETTA GRANDE SERATA CON I VINI SETTEPONTI


Nel locale degl'amici Alessandro Cavallini e Paolo Seghetti, Vacchetta di Santa Croce sull'Arno, ancora una mitica cena degustazione con ospiti questa volta i vini della Tenuta Setteponti. Il menù estremamente accattivante sempre ideato e realizzato da quel genio di "Gherez", alias Daniele Gherardini, ha visto sfilare sulle tavole degli intervenuti: cilindro di pane con erborinato, caponata di verdure e nido di porro su vellutata di spinaci freschi(entrée) con abbinato Crognolo igt Toscana, poi per primo piatto caramelle di patata e origano con ragout di cinghiale e fagioli zolfini del Pratomagno insieme a Orma igt Toscana. Per secondo è stato servito un filetto di maiale laccato al miele in crosta di mandorle e pistacchi di Bronte con purea di mele e timballo di verza e melanzana alla mentuccia insieme con il grande Oreno igt Toscana. Per il dessert è venuto il momento di Paolo, che dopo tanti anni passati davanti alla macchina del caffè, si scoperto un grande creativo di pasticceria. Il suo dessert è stato Esperimento Mannori, dedicato ad un grande maestro pasticcere della zona.

ASSISTERE ALLA COTTURA E DEGUSTARE IL PORCEDDO



Con piacere vengo invitato da Massimo a vedere cuocere il maialetto; messo sullo spiedo in cottura con il fuoco davanti....Poi eccolo nel piatto succulento e tenerissimo: una vera goduria. Il vino abbinato, naturalmente, un Cannonau di Sardegna dell'amico Loi di Cardeto.

LUNGO LA STRADA DI PORTO TORRES LI LIONI: ANCORA TRADIZIONE IN CUCINA



Massimo Pintas a Li Lioni a Pochi chilometri da Porto Torres propone una cucina sarda tradizionale. Ancora in compagnia di Roberto, mio "Virgilio" gastronomico della Sardegna Settentrionale, mi sono addentrato in questa scoperta di sapori. Due primi piatti per iniziare un assaggio di culurgiones (ravioli) e i maccarrones de busa con sugo di pecora.